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Torgiano, a circa 3 km dall’azienda agrituristica della Montagnola, ha origine da un castello medievale, di quest’ultimo non restano che poche mura diroccate e una torre. Sorto sulla confluenza del Tevere con il Chiascio, immerso fra colline ricche di vigneti ed uliveti, Torgiano vede la sua storia legata all’antica Roma e una leggenda lo vuole unito al nome del dio Giano. Nel XVII secolo i Baglioni vi eressero un palazzo, adibito adesso a Museo del Vino. Torgiano è infatti rinomata, in Italia e nel mondo, per i suoi vini DOC e DOCG.

Visita il sito del Comune di Torgiano

Intra Tupino e l’acqua che discende
del colle eletto dal beato Ubaldo,
fertile costa d’alto monte pende,
onde Perugia sente freddo e caldo
da Porta Sole; e di retro le piange
per grave giogo Nocera con Gualdo.
Di questa costa, là dov’ella frange
più sua rattezza, nacque al mondo un Sole, come fa questo talvolta di Gange.
Però chi d’esso loco fa parole,
non dica Ascesi, ché direbbe corto,
ma Oriente, se proprio dir vuole. (Dante Alighieri)

La città in pietra rosa posta alle pendici del Monte Subasio è la patria della spiritualità umbra. La storia dei suoi grandi santi, Francesco e Chiara si unisce all'opera dei più famosi pittori del Medioevo. E' possibile iniziare la visita dalla parte alta della città, così da avere un agevole percorso in discesa.
Basilica di Santa Chiara: Fondatrice dell'ordine delle Clarisse, Santa Chiara è sepolta nella chiesa dove si conserva anche il Crocefisso che parlò a San Francesco.Piazza del Comune. Austeri ed eleganti i palazzi pubblici del Comune medievale: il Palazzo dei Priori, il Palazzo del Capitano del Popolo e la Torre del Popolo. Incastonato, un interessante tempio romano detto della Minerva.

Basilica di San Francesco: Centro della spiritualità francescana e culla dell'arte medievale europea, fu costruita sopra la tomba del Santo di Assisi. La doppia Basilica papale fondata da Gregorio IX, è un capolavoro architettonico che racchiude il meglio dell'arte italiana del medioevo, da Cimabue a Giotto, da Simone Martini a Pietro Lorenzetti da Jacopo Torriti a Pietro Cavallini. I cicli affrescati del Vecchio Testamento e dei Vangeli si intrecciano con le scene francescane esprimendo il momento culminante della teologia medievale all'epoca del pieno sviluppo storico dell'ordine francescano.

Cattedrale di San Rufino. Una splendida facciata romanica domina la parte alta di Assisi, che conserva intatto il fascino dei vicoli medievali. San Damiano. Luogo centrale nelle vite di Francesco e Chiara, Eremo delle Carceri, oasi di pace e simbolo dell'alta spiritualità di San Francesco, Basilica di Santa Maria degli Angeli.

« Perugia, munita di grandi mezzi di difesa dalla natura e dalla mano dell’uomo, sorge improvvisamente su di un’altura » (Charles Dickens Pictures from Italy, Londra 1846) per saperne di più…

Perugia è una delle più belle città etrusche d’Italia. Le sue pietre dai colori caldi, i suoi palazzi maestosi e i continui saliscendi hanno affascinato poeti e pittori di ogni secolo. Il centro storico sorge su una collina e altre colline, visibili in molti punti delle vie cittadine, lo circondano. Il cuore antico di Perugia è un variegarsi di forme, volumi e colori: mattoni, travertino, marmi, colonne, archi, porte, mura che tracciano la sua lunga storia e quella dei popoli e delle civiltà che l’hanno abitata: etruschi, romani, la ricchezza dello Stato Pontificio.

Da non perdere: Galleria Nazionale dell’Umbria, che custodisce, tra gli altri, opere del Pinturicchio, di Piero della Francesca e del Perugino Museo Capitolare di San Lorenzo.

Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria.

Museo delle Porte e delle mura Urbiche.

L’Arco Etrusco, una delle sette porte delle mura etrusche di Perugia.

Fu costruito nella seconda metà del III secolo a.C. e fu fatto ristrutturare da Augusto nel 40 a.C. dopo la sua vittoria nella guerra di Perugia. Rappresenta la più integra e monumentale delle porte etrusche cittadineLa Fontana Maggiore (detta anche Fontana di Piazza), simbolo di Perugia situato al centro di piazza IV Novembre. Costruita alla fine del 1200, per celebrare il nuovo acquedotto della città, è composta da due vasche di marmo decorate con rappresentazioni dei mesi dell’anno, della tradizione agraria e della Bibbia.

Palazzo dei Priori, un imponente edificio duecentesco in stile gotico:

oggi è sede del Municipio e ospita anche la Galleria Nazionale dell’Umbria. Le stanze di questo palazzo sono davvero magnifiche, la Sala dei Notari e la Sala del Consiglio sono ricche di affreschi e decori antichi, tra cui anche un’opera del Pinturicchio. La Cattedrale di San Lorenzo in piazza IV novembre è una delle basiliche più famose, come anche la Chiesa di San Severo, con i suoi unici affreschi che portano la firma del Pinturicchio e di Raffaello. La basilica più grande e imponente di tutta l’Umbria si trova proprio sulla collina di

Perugia: la Basilica di San Domenico, che vanta anche una delle più grandi finestre gotiche costruite nel Quattrocento.

Forse l'antica Mons Faliscus (o Falliene), distrutta durante le guerre civili del 1° sec. a.C., nel Medioevo ricordata sino alla metà del 13° sec., con il nome di Corcurione (o Coccurione). Devastata dalle milizie dell'imperatore Federico II (1249), risorse a comune fiorente; papa Giovanni XXII vi fece costruire nel 1329 una rocca, che i Trinci di Foligno demolirono nel 15° sec., quando ebbero la temporanea signoria di Montefalco. Tornò poi stabilmente alla Chiesa e fu eretta a città da Pio IX nel 1848. Si conservano parti delle mura di cinta (14° sec.). Il Palazzo Comunale (1270, poi rimaneggiato) ha un portico del 15° secolo. Le chiese di S. Agostino (13°-14° sec.), di S. Chiara e di S. Illuminata hanno affreschi dei sec. 14°-16°; S. Francesco (14° sec.), trasformata in museo, ha opere del Perugino e un importante ciclo di affreschi di Benozzo Gozzoli.

Qua nebulosa cavo rorat Mevania campo
Et sacer aestivis intepet imber aquis.

(Son nato ) là dove la caliginosa Mevania si ammanta di rugiada nella concavità del piano e il bagno sacro s'intiepidisce per l'acque estive.

(Sesto Aurelio Properzio)

Bevagna, inserita tra i Borghi più belli d’Italia, è l'antica Mevania, importante centro agricolo e stradale servito dalla Via Flaminia.
Forse patria di Properzio, fu diocesi certamente nel 487 e sino alla metà del 9° secolo. Devastata dalle invasioni barbariche nel 6° sec., decadde perdendo anche la sede vescovile; in età longobarda fece parte del ducato di Spoleto. Distrutta nel 1152 da Federico Barbarossa e ancora nel 1249 dal conte di Aquino, capitano dell'imperatore Federico II, risorse nella seconda metà di quel secolo e si eresse a Comune.
Devastata nel 1375 da Corrado Trinci signore di Foligno, nel 1439 passò allo Stato della Chiesa, cui rimase fino al 1860, tranne quando (sec. 16°) l'ebbero brevemente in signoria i Baglioni di Perugia.

In questa cittadina umbra è stato girato nel 1936 il film Musica in piazza di Mario Mattoli, nel 1972 sono state girate alcune scene del film Fratello sole, sorella luna diretto da Franco Zeffirelli e nel
2007 della fiction tv diRai Uno Don Matteo 6.
Da non perdere i mosaici e le bellisseime chiese romane, le mura medievali.

Spello “Splendidissima Colonia Julia” (Cesare) fondata dagli umbri per poi essere denominata Hispellum in epoca romana. I resti della cinta muraria, molto più grande in passato di quanto possiamo ammirare oggi, attestano la grandezza che ebbe la città, così come i resti archeologici che la circondano. Devastante per Spello fu la discesa in Italia dei Barbari che la ridussero in una povera borgata. Nell’epoca dei ducati venne inglobata nel Ducato di Spoleto, per poi essere trascinata insieme ad esso nella mani del Papato. La cittadina, tuttavia, rimpiangeva l’autonomia donatale in parte dall’Impero Romano, e non tardò a divenire Comune autonomo con proprie leggi. Il periodo comunale perdurò sino a che la famiglia perugina dei Baglioni prese il controllo dell’ormai ex-comune. Nel IV secolo Spello fu sede vescovile e nell’Alto Medioevo fece parte per moltissimo tempo della vastissima diocesi di Spoleto.

Importante centro etrusco identificabile con Volsinii veteres decadde in epoca romana. Più volte occupata durante le invasioni barbariche, sotto i Longobardi (dal 606) ebbe suoi propri conti. Comune autonomo dal 1137, presto divenne roccaforte guelfa in Italia centrale. Al 1199 risale la nomina papale del primo podestà, il romano Pietro Parenzo; ma le lotte cittadine tra le opposte fazioni dei Monaldeschi (guelfi) e dei Filippeschi (ghibellini) continuarono durante il sec. 13°, finché il papa Martino IV fu costretto ad abbandonare la città, dove a lungo aveva risieduto la corte papale, di fronte al prorompente moto antiangioino e antifrancese (1282). Durante la discesa di Enrico VII imperatore, con la cacciata dei Filippeschi (1313), cadde la resistenza della fazione ghibellina e nobiliare. Il comune democratico che ne seguì ebbe breve vita e, nel 1334, Ermanno Monaldeschi divenne il primo signore di Orvieto. Alla sua morte (1337) le ambizioni di dominio provocarono nuove discordie fra i Monaldeschi, ora suddivisi in rami concorrenti; occupata dai Visconti (1352), nel 1354 la città fu incorporata allo Stato della Chiesa dal cardinale Albornoz. All'epoca del grande scisma fu soggetta a varie signorie esterne finché nel 1448 ritornò al papa. Dopo la parentesi napoleonica fu incorporata nella delegazione di Viterbo e, nel 1831, tornò capoluogo. Nel 1860 fu occupata dalle truppe sabaude. Il Medioevo ha caratterizzato l'aspetto di Orvieto: badia dei SS. Severo e Martino (12°-13° sec) ; S. Giovenale (11° sec., con affreschi del 13° e 14° sec.). S. Andrea (11°-12° sec., più volte restaurata) conserva resti di una costruzione del 6° secolo. Del 12°-13° sec. sono varie case di abitazione, il Palazzo del popolo, il Palazzo vescovile e il Palazzo dei papi o Soliano (1297). Il duomo (1290-1319) è una delle più importanti costruzioni romanico-gotiche d'Italia: iniziato nel 1290 da fra Bevignate su progetto di Arnolfo di Cambio, fu continuato da L. Maitani, che progettò la facciata. All’interno, la cappella di San Brizio, di L. Signorelli con volta del Beato Angelico; altre opere importanti da visitare: il pozzo di San Patrizio, Orvieto underground.

Gubbio, fu importante città umbra (di cui si ha notizia dalle Tavole eugubine ➔ iguvine, tavole). Dal principio del 3° sec. a.C. alleata dei Romani, che alla fine della guerra sociale la eressero a municipio (Iguvium; più tardi Eugubium). Distrutta daTotila (552) durante la guerra greco-bizantina, nel Medioevo divenne Comune popoloso e fiorente; nonostante le lotte interne e la sua partecipazione alle guerre tra il Papato e l'Impero, riuscì a estendere la propria giurisdizione su un vasto territorio. Nel 13° sec. prevalse la parte guelfa e l'importanza del Comune trovò conferma nella presenza in molte città guelfe della Toscana e dell'Umbria di podestà e capitani del popolo eugubini. La città era in signoria a Giovanni Gabrielli, quando Albornoz la conquistò per la Chiesa, intorno al 1360; ribellatasi all'autorità papale nel 1376, per tre anni si resse ancora a libero Comune. Nel 1384 si diede volontariamente in signoria ai Montefeltro: da allora la sua storia si confonde con quella del ducato di Urbino nel quale godette di speciali privilegi.

Ricca di testimonianze archeologiche romane, Gubbio conserva l'aspetto medievale: Palazzo dei Consoli (1332-37, Angelo da Orvieto e Gattapone), ora sede del Museo Civico e della Pinacoteca Comunale; palazzi Pretorio e del Bargello (13° sec.). Fra le chiese, S. Pietro (13° sec.); la cattedrale (13° sec.; facciata del 16°, con sculture del 13°); S. Francesco (1259; rifatta nel 17° sec.); S. Domenico (l'antica S. Martino, 1287); S. Agostino (13° sec.). Il palazzo dei Montefeltro (o Ducale, 1480 ca.) fu eseguito forse su disegni di Francesco di Giorgio Martini. A G. fiorì nel 15° sec. l'arte della maiolica, con Giorgio da Gubbio.

Fra le manifestazioni tradizionali, va ricordata la caratteristica 'corsa dei ceri', che ha luogo il 15 maggio di ogni anno, vigilia della festa di s. Ubaldo, patrono della città.

È questa la terza opera degli antichi che ho innanzi a me e di cui osservo la stessa impronta, sempre grandiosa: l’arte architettonica degli antichi è veramente una seconda natura, che opera conforme agli usi e agli scopi civili. È così che sorge l’anfiteatro, il tempio, l’acquedotto. E soltanto adesso sento con quanta ragione ho sempre trovato detestabili le costruzioni fatte a capriccio […]. Cose tutte nate morte, poiché ciò che veramente non ha in sé una ragione di esistere non ha vita e non può essere grande, né diventare grande.
(Johann Wolfgang von Goethe)

Spoleto, conquistata dai Romani durante la terza guerra sannitica, divenne colonia latina nel 241 a.C. (Spoletium). Con l'invasione longobarda fu capitale di un ducato e, dal 570 al 1230 circa, le vicende della città si accompagnano a quelle del ducato. Incendiata da Federico Barbarossa (1155), risorse presto grazie a papa Innocenzo III. Affermatosi verso il 1230 il dominio della Chiesa su S. e sui territori del ducato, Gregorio IX inaugurò la serie dei papi che vi risedettero. Nel 14° sec. S. fu teatro delle lotte di parte, favorite dai Montefeltro, specie nel 1312, nel 1319 e nel 1324, quando Perugia intervenne a favore dei guelfi, imponendo poi a S. un podestà e costruendovi una sua rocca. Ribellatasi al dominio papale (1474), Spoleto fu ridotta all'obbedienza dal cardinale Giuliano Della Rovere.
Dal 1809 al 1816 fu capoluogo del dipartimento del Trasimeno. Nel 1860 fu occupata dalle truppe piemontesi.

Il villaggio di Castelluccio di Norcia si trova sugli appennini centrali, tra l’Umbria e le Marche, nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. La storia di Castelluccio e il suo sviluppo sono strettamente legate alla storia dellapastorizia. Dal largo piazzale che accoglie i visitatori, si affacciano una serie di edifici, un tempo stalle e fienili. Salendo sulla sommità del colle, una volta chiamato “le pitture”, si giunge all’abitato più antico del paese.
Della vecchia fortificazione cinquecentesca non rimane che un portale, e pochi tratti delle mura, oltre si accede alla piazzetta della chiesa diS.Maria Assunta anch’essa del 1500. E’ il maggiore monumento storico artistico, all’interno vi è custodita una pregevole scultura lignea raffigurante una Madonna (1499) attribuita a Giovanni Antonio di Giordano, maestro scultore di Norcia. Lo spettacolo più bello è durante il mese di Giugno e Luglio, quando il piano grande, ai piedi del monte vettore, si impreziosisce dei colori della fioritura delle lenticchie e dei vari legumi coltivati.

La Cascata delle Marmore, decantata nei secoli per la sua bellezza, appare come una scrosciante colonna d’acqua distribuita su tre salti.
Avvolgendo la flora in una nuvola di schiuma bianca, copre un dislivello di 165 metri.
Lo scenario svelato agli occhi del visitatore è frutto di oltre duemila anni di lavoro da parte dell’uomo che, a partire dall’età romana, ha tentato di canalizzare le acque del fiume Velino per farle precipitare nel sottostante fiume Nera.

Una città in forma di palazzo.
Il Palazzo Ducale è il simbolo fisico dello Stato rinascimentale, non più un castello ancorato ai vecchi principi militari di difesa-offesa, ma un palazzo aperto alla circolazione degli uomini e delle idee. Nel 1912 all'interno del Palazzo è stata allestita la Galleria Nazionale delle Marche che occupa circa 80 sale tra primo ed il secondo piano.

Le grotte di Frasassi, scoperte nel 1971 da un gruppo speleologico del CAI, sono delle grotte carsiche sotterranee che si trovano nel territorio del comune di Genga, in provincia di Ancona. Il complesso delle grotte ricade all’interno del Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi. Il complesso è formato da una serie di grotte di cui la prima, visitabile dall’attuale ingresso, è l’Abisso
Ancona: ha un’estensione di 180 x 120 m ed una altezza di 200 m; è talmente ampio (oltre 2 milioni di m3) che al suo interno potrebbe essere contenuto senza problemi il Duomo di Milano.Dal 1972 è sotto la tutela del Consorzio Frasassi, costituito dal comune di Gengae dalla Provincia di Ancona, con l’obiettivo di salvaguardarne e valorizzarne la fruibilità scientifica e turistica.

Dal 1º settembre 1974 parte delle grotte è aperta al pubblico, divenendo nel tempo una delle maggiori attrazioni turistiche delle Marche; si è stimato che da allora oltre 12 milioni di persone le abbiano visitate.

Fertili valli della Valdichiana dal Tevere all’Arno con lo sfondo delle montagne del Casentino conserva ancora sotto la sua semplice apparenza la gloria della sua antichità.
(Gabriele d’Annunzio)

Parte della dodecapoli etrusca, Arezzo. fu avversaria di Roma nel 4° e 3° sec. a.C., poi sua alleata contro i Galli e nella lotta contro Annibale; divenne municipio al tempo della guerra sociale e colonia sotto l'Impero. Era celebre per la produzione di mattoni e di ceramica ( vasi aretini, a vernice rossa). Nel Medioevo l'espansione del Comune fu fermata da Firenze (battaglia di Campaldino, 1289), alla quale dopo essere stata preda delle compagnie di ventura di fra' Moriale, Giovanni Acuto e Alberico da Barbiano, fu infine venduta (dal capitano di ventura Enguerrand de Coucy) nel 1384.
Dell'età medievale rimangono la pieve di S. Maria (sec. 12°-13°; polittico di P. Lorenzetti, 1320); la cattedrale (iniziata nel 1277); la chiesa gotica di S. Francesco, con il celebre ciclo della Leggenda della Croce (1452-66) di Piero della Francesca; S. Domenico (1260-65; crocifisso di Cimabue). La città medievale, tuttavia, fu in buona parte cancellata dall'intervento mediceo: la piazza del Comune (od.
piazza Grande) fu ridisegnata da G. Vasari con la realizzazione delle Logge, mentre emblema del potere militare dei Medici è la fortezza dei Sangallo (1538). Del sec. 16° sono le chiese della Ss. Annunziata e di S. Maria in Gradi, oltre alla decorazione ad affresco eseguita da Vasari per la sua stessa abitazione (1540-48).
Ospita, il primo weekend di ogni mese un importante mercato dell’antiquariato.

La città di Siena, fu fondata come colonia romana al tempo dell'imperatore Augusto e le sue origini probabilmente sono da attribuirsi agli Etruschi in base ai ritrovati storici dell'epoca portati alla luce in questo territorio.
Conosciuta in tutto il mondo per il suo patrimonio artistico Siena è oggi una delle città più belle dell'Italia centrale.
Deve la sua notorietà al famoso Palio, ai suoi vini conosciuti e celebrati in tutto il mondo come il Chianti, il Brunello di Montalcino, la Vernaccia di San Gimignano.
Piazza del Campo rappresenta il cuore della città ed è il luogo eletto ad ospitare il tradizionale Palio, manifestazione storica che si svolge il 2 Luglio e il 16 Agosto di ogni anno.
Si tratta di una corsa di cavalli, montati senza sella, in cui le diverse contrade della città che durante tutto il resto dell'anno conducono un'intensa vita associativa, si trovano in competizione per diversi giorni.